– Le prime forme di attaccamento avvengono nei primi rapporti con il mondo circostante, formando dei quadri di riferimento, cioè delle rappresentazioni mentali del mondo.
– La figura di attaccamento è la persona che si prende cura del bambino e rappresenta la sua base sicura.
– L’attaccamento si sviluppa nei primi 9 mesi di vita e termina intorno al terzo anno di età.
– Il modo in cui ci si prende cura del bambino gli permetterà di imparare il modo con il quale esplorerà ed apprenderà.
Lo stile educativo adottato dai genitori influisce sullo sviluppo dei figli.
Per stile educativo si intende quell’insieme di atteggiamenti che il padre e la madre manifestano nei confronti dei figli che creano il clima emotivo nel quale i genitori attuano i priopri comportamenti specifici, volti ad ottenere determinati risultati educativi.
Ogni genitore si rapporta con il proprio figlio secondo uno stile educativo preferito, nella gran parte dei casi in modo assolutamente inconsapevole ed istintivo. Questo stile educativo influisce in particolar modo sullo sviluppo di un positivo senso di sè e delle competenze personali dei figli.
I genitori con uno stile autoritario sono guidati da principi molto rigidi, impongono le regole ai propri figli senza fornire alcuna spiegazione, alzano spesso la voce e perdono la pazienza, non accettano di essere contarddetti, a meno di severe punizioni. Esercitano un eccessivo controllo sul comportamento dei figli, indipendentemente dall’età e dal contesto in cui si trovano. Si dimostrano scarsamente affettuosi, apparendo distanti e a volte freddi.
STILE PERMISSIVO/LASSISTA:
I genitori permissivi esigono poco dai figli, hanno difficoltà ad imporre delle regole e a farle rispettare qualora ci siano. Lasciano il bambino libero di esprimere i priopri bisogni ma anche di autoregolarsi, senza alcun limite. Non esercitano alcun controllo sulla vita dei figli, né durante l’infanzia né dopo. Sono affettuosi, accettanti e pieni di attenzioni, estremamente tolleranti nei confronti dei comportamenti, richieste e desideri del bambino. Il livello comunicativo è buono o molto buono. Questi genitori richiedono raramente comportamenti maturi ai propri figli, e tendono a soddisfare tutte le loro richieste.
Questo stile educativo non produce risultati migliori rispetto al precedente. Generalmente la mancanza di regole provoca confusione, disorientamento e angosce nei minori. Questi ultimi, in assenza di un’autorità genitoriale, non percepiscono punti di riferimento e una guida sicura, per cui potrebbero sperimentare un falso senso di onnipotenza, da cui possono derivare notevoli problemi nelle relazioni sociali e nell’inserimento in gruppi amicali, soprattutto durante l’adolescenza, in cui possono manifestarsi comportamenti di tipo antisociale.
I genitori autorevoli stabiliscono delle regole chiare e coerenti per i propri figli e pongono loro dei limiti laddove ce ne fosse bisogno. Ascoltano le richieste e le domande di chiarificazione dei figli, sono interessati alla loro opinione e disponibili alla negoziazione. Spiegano il perchè di eventuali divieti o obbligazioni. La comunicazione tra genitore e figlio è efficace.
I genitori sono affettuosi e caldi. Ai figli vengono richiesti comportamenti maturi e appropriati alla loro età.
è altamente probabile che, in tale clima familiare, i minori sviluppino buoni livelli di autostima e fiducia in se stessi, autonomia, maturità e competenza affettiva e sociale. Sono rispettosi delle regole ma non le seguono passivamente, le interiorizzano e le fanno proprie.
Tale stile educativo incoraggia il bambino ad essere autonomo dai genitori e, soprattutto, a sviluppare la sua personalità.
Questi bambini avranno minori difficoltà di relazione con i coetanei e saranno più competenti nell’esprimere e portare avanti le proprie idee. Questo è lo stile educativo più consono ad una buona educazione del bambino.
I genitori spesso non aderiscono ad un unico stile educativo e si ritrovano a variare combinando diversi atteggiamenti in base alle situazioni e circostanze. L’importante è riuscire a mantenere una certa coerenza verso il bambino e accettare di non essere perfetti! Si può sbagliare! L’importante è ammettere l’errore con se stessi e con i propri figli.
Questi sono i principali stili educativi ma ve ne sono altri ovvero:
– lo stile trascurante, e
– lo stile iperprotettivo.
Bisogna allenarsi ed imparare ad essere:
– DEMOCRATICI,
– AUTOREVOLI e
– ASSERTIVI ( tenere conto del punto di vista dell’altro, si cerca di trovare insieme un compromesso al fine di salvaguardare il rapporto/la relazione ).
e non:
– PASSIVI,
– AGGRESSIVI,
– PERMISSIVI,
– TRASCURANTI,
– IPERPROTTETTIVI o
– AUTORITARI
Essere:
AUTORITARIO, AUTOREVOLE, PERMISSIVO o IPERPROTETTIVO rappresenta uno o più stili educativi che si possono utilizzare;
essere:
PASSIVO, AGGRESSIVO O ASSERTIVO rappresenta la modalità comunicativa utilizzata in una determinata circostanza.
La maggior parte delle volte si usano diversi tipi di modalità comunicative in base alle circostanze.
Anche per quanto riguarda gli stili educativi spesso, se ne usano diversi in base alle circostanze: ma quello prevalente è uno solo, in base alla personalità, quindi alle esperienze e al carattere della persona!